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Niccolò Paganini e il suo misterioso patto con il diavolo

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view post Posted on 18/2/2011, 21:50     +1     Quote

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Niccolò Paganini
Genova 1782
Nizza 1840



L'aspetto di Niccolò Paganini,
violinista, chitarrista e
compositore, non era certo
dei più rassicuranti: alto e
magrissimo, dimesso e
spiritato allo stesso tempo.

Ma quando imbracciava
il violino non aveva
eguali!

Aveva un tale controllo
dello strumento che i suoi
contemporanei cominciarono
a sostenere che il suo
insegnante doveva essere
stato il diavolo in persona!



 
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view post Posted on 18/2/2011, 22:10           Quote

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Secondo le voci del tempo,
occasione per quelle lezioni
diaboliche sarebbe stato
un suo soggiorno forzato
in carcere per un orrendo
delitto: avrebbe ucciso
una ragazza per strapparle
l'intestino e ricavarne
una corda di violino magica.

Durante le notti passate
in cella, il maligno si sarebbe
materializzato e, guidando
la mano ossuta del violinista,
gli avrebbe insegnato
il soprannaturale modo
di suonare che sfoggiava
sul palco.

In realtà Paganini non aveva
commesso nessun delitto.

Era finito effettivamente in
prigione dal 6 al 15 Giugno 1815,
ma per aver messo incinta
una sua allieva.

Denunciato dalla famiglia
della fanciulla e incarcerato,
fu infine liberato su cauzione.

Ma la verità giudiziaria non
fermò le maldicenze.

Lo scultore David D'Angers,
per esempio, sostenne di
aver udito, nella casa parigina
di Paganini, gli spaventosi
lamenti di una ragazza.

E presto si sparse la voce che
fosse sua abitudine andare
a suonare di notte nei cimiteri
e spiare le agonie dei moribondi.


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view post Posted on 18/2/2011, 22:26           Quote

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La sua salute, che peggiorava
sempre più, non lo aiutava
ad apparire "normale".

A un certo punto, a Praga,
gli estrassero anche molti
denti e una parte dell'osso
mandibolare a causa
di una infezione.

Secondo un'ipotesi recente,
Paganini era così inquietante
perchè affetto da sindrome
di Marfan, una malattia del
tessuto connettivo che rende
alti, sottili, con dita lunghe
e iperflessibili.

A ciò si aggiungeva la sifilide,
che gli dava un colorito
grigiastro per via del mercurio,
ai tempi unico rimedio.

Intontito dall'oppio che
assumeva per calmare
i tremendi dolori ricorrenti,
verso la fine della sua
vita Paganini fu irretito
da una domestica e
il suo amante.

Alla scomparsa del musicista
testimoniarono che questi
era morto rifiutando
i sacramenti.

Il risultato fu che il corpo
restò da maggio a settembre
del 1840 nella cantina della
sua casa di Nizza, accompagnato
dal divieto di seppellimento
in terra consacrata.

La bara fu poi trasportata
nella casa di famiglia in
Val Polcevera (Liguria) e
solo nel 1896, annullato
il veto ecclesiastico venne
tumulata nel cimitero
di Parma.

Da dove nel 1940, in occasione
del centenario della sua morte,
il fotografo incaricato di
condurre una ricognizione
della salma fuggì terrorizzato
allo scatenarsi di un temporale
proprio nel momento in cui si
apprestava a fotografarla.


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view post Posted on 18/2/2011, 22:42           Quote

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Ritratto di Paganini
eseguito da Delacroix
nel 1932



E' necessario sottolineare
che Paganini, grandissimo
promotore di se stesso,
sfruttò a proprio vantaggio
le sue caratteristiche fisiche
e, soprattutto, non smentì
mai le voci che accostavano
il suo nome a quello del diavolo.

Nel 1812 Paganini assiste,
alla Scala di Milano, ad uno strano
balletto di Salvatore Viganò
intitolato "Il noce di Benevento",
che parla di streghe che si riuniscono
nei pressi di un albero.

Una delle melodie di questo lavoro
lo affascina a tal punto che incomincia
ad inserirla nei concerti.

Diventa famoso e i media del tempo
si occupano di lui, lo vediamo ritratto
mentre suona circondato da diavoli.

Paganini si trasforma in un fenomeno
massmediatico e fioriscono le prime
leggende metropolitane sulla sua
chiacchierata persona.

Le voci si rincorrono.

Sembra che da bambino, a causa
del morbillo, sia quasi stato
sepolto vivo!

Durante i suoi concerti c’è chi
giura di vedere sinistri bagliori
o di sentire odore di zolfo!

In questo clima eccitato, persino
il poeta Heinrich Heine,
nelle Florentinische Nächte,
descrive così il musicista
durante un’esibizione:

“Dietro a lui s’agitava uno spettro,
la fisionomia del quale rivelava
una beffarda natura di caprone
e talvolta vedevo due lunghe
mani pelose (le sue, pareva)
toccare le corde dello strumento
suonato da Paganini.
Talvolta esse gli guidavano pure
la mano onde reggeva l’arco e
risate belanti d’applauso
accompagnavano i suoni che
sgorgavano dal violino sempre
più dolorosi e cruenti.”



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Edited by Lottovolante - 19/2/2011, 06:57

 
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view post Posted on 18/2/2011, 22:58           Quote

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Niccolò Paganini, con le mani
affusolate e le dita lunghissime
che ghermivano il violino
come artigli, suonava il suo
strumento in modo inconsueto,
strappando le corde o tenendolo
capovolto.

Il musicista si presentava ai
suoi concerti su di una carrozza
nera a sua volta trainata
da quattro cavalli neri.

Come già spiegato aveva perso
tutta la dentatura e la bocca
gli era così rientrata e naso
e mento si erano avvicinati,
così quando Paganini suonava
sul palcoscenico doveva davvero
sembrare ad uno scheletro
in frack con un violino
incastrato sotto la mascella.

Era dotato di una tecnica straordinaria
e le sue composizioni erano considerate
ineseguibili da un altro violinista.

Era velocissimo, compiva salti melodici
di diverse ottave, eseguiva lunghi passi
con accordi che coprivano tutte e
quattro le corde, alternava velocemente
note eseguite con l’arco e note pizzicate
alla mano sinistra.

Eseguiva anche misteriosi e
spettrali armonici artificiali.

Ogni tecnica era portata all’eccesso e
le sue violente esecuzioni finivano
quasi sempre con la volontaria e
progressiva rottura delle corde
e la conclusione del concerto
sull’unica corda superstite,
quella di sol.


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view post Posted on 18/2/2011, 23:29           Quote

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Durante la fanciullezza Niccolò
fu molto condizionato dallo studio:
egli era costretto dal padre
ad esercitarsi per giorni interi,
al punto che la sua follia e
la sua vita dissennata condotta
nell’età adulta è certo ricollegabile
alle coercizioni paterne,
così dure e crudeli.

Quando infatti riuscì a liberarsi
dal giogo paterno egli iniziò
una vita disordinata ed
assolutamente dissoluta,
di cui però non si vergognava
affatto, tanto che affermò:

“Quando finalmente fui padrone
di me stesso mi buttai a capofitto
nei piaceri della vita e li bevvi
a grandi sorsate”.


Ma resta il mistero delle difficoltà
tecniche ritenute insormontabili
per i comuni mortali, anzi al di là
di ogni logica strumentale.

Erano elementi interpretati da tutti
come la prova provata, il segno
evidente di un patto col Diavolo.

Francesco Benati, un medico famoso
che lo frequentò per molti anni affermò:

“Senza la peculiare conformazione
del suo corpo, delle spalle,
delle braccia e delle gambe,
egli non sarebbe mai diventato
lo straordinario virtuoso che
il mondo ha conosciuto.

La spalla sinistra è più alta
della destra, una circostanza
che fa sì che il lato destro
appaia più lungo del sinistro.

Si possono osservare facilmente
l’elasticità dei tendini delle spalle,
il rilassamento di quelli che collegano
il polso all’avambraccio e la giunzione
delle mani con le falangi.

La sua mano non è più lunga
del normale, ma grazie all’elasticità
caratteristica di tutto il corpo essa
ha un’estensione doppia:
in questo modo egli può piegare
le articolazioni delle dita della mano
sinistra in direzione laterale
con grande facilità e rapidità.

La natura deve aver concesso
a Paganini una predisposizione
fisica che l’esercizio ha poi condotto
alla perfezione tecnica”.

In definitiva un miracolo della natura
piuttosto che un patto con il Diavolo!


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Per leggere la biografia
ed ascoltare la musica
del violinista del diavolo
cliccate qui.


http://lottovolante.plnet.forumcommunity.net/?t=44011526



Edited by Sad Calipso - 19/2/2011, 13:28

 
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